Sherry

Primavera 2010 – Phrolivina panzuta in attesa di Nina va a svegliare una Tita quasi treenne dal riposino pomeridiano

P: Amore… Ma come? Sei già sveglia?

T: Sì, mamma. Stavo pensando…

P: Ah, sì? A cosa?

T: Stavo pensando… E se la sorellina la chiamassimo Sceriffo di Nottingham?

 

Amore vuol dir gelosia. E lei ti ama, piccola Sherry.

Merry-go-round

merry-go-round

 

Estate 1981

Phrolivina: “Mamma! Hai una gonna da principessa!”

MiiMiaMadre: “Sì, amore. Ho una gonna lunga.”

P: “Mamma… Ma gira?”

M: “Sì, tesoro. Fa la ruota quando giro su me stessa. Infatti si chiama “gonna a ruota”.”

P: “Ed è verde! Il mio colore preferito!”

M: “Sì, cucciolo. L’ho presa proprio come piace a te.”

P: “E… Mamma… Quando sarò grande me la regalerai?”

M: “Sì, nani. Quando sarai grande, se la vorrai ancora, te la regalerò.”

 

Estate 1990

MiiMiaMadre:  “Nani, ti ricordi la gonna verde che ti piaceva tanto quando eri piccola?”

Phrolivina: “Sì.”

M: “E la vuoi ancora?

P: “No, adesso no. Ma non buttarla…”

M: “…”

 

Estate 2014

Tita: “Mamma! Hai una gonna da principessa!”

Phrolivina: “Sì, amore. Ho una gonna lunga.”

T: “Mamma… Ma gira?”

P: “Sì, tesoro. Fa la ruota quando giro su me stessa. Infatti si chiama “gonna a ruota”.”

T: “Ed è verde! Il mio colore preferito!”

P: “Sì, cucciolo. L’ho presa proprio come piace a te.”

T: “E… Mamma… Quando sarò grande me la regalerai?”

P: “Sì, nani. Quando sarai grande, se la vorrai ancora, te la regalerò.”

 

Adesso di gonne lunghe, a ruota e verdi ne ho due. D’altronde ho due bambine, e tra un po’ è il 2017.

La Storia

anello vdr

Questa è la storia di una guerra. Questa è la storia di un nobile che ha fatto la Resistenza coi partigiani. Questa è la storia di un Paese che ha scelto di essere una repubblica e non più una monarchia. Questa è la storia di quel nobile che ha scelto di essere comunista. Questa è la storia di un anello con lo stemma nobiliare di famiglia ormai troppo stretto per le dita di padri e figli. Questa è la storia di una donna, moglie  e madre, decisa a conservare la memoria della famiglia. Questa è la storia di una nuora, moglie e madre a sua volta, chiamata e tramandare la storia. Questa è la storia di un’altra nuora, anch’essa moglie e madre, che ha ricevuto in regalo una storia bellissima.

 

Buon compleanno a me.

 

Barona shore

barona shore 001DRIN

(Vivavoce)

“Ciao PapaPao. Ciao Tita. Tutto bene? Dove siete?”

“In piscina”

“Oh! Che bello! E com’è?”

“Ci sono due vasche,  dei tamarri, il bar, dei tamarri, un solarium, dei tamarri, l’erbetta, dei tamarri, lo scivolo, dei tamarri…”

“Ehm… PapaPao, io la smetterei di dire “tamarri”, che va a finire che ti pestano”

“Ma no, mamma. Lo sai che i tamarri sono buoni?”

“Ah sì, Tita amore?”

“Sì. Lo sai che un tamarro mi ha salvato la vita?”

“Oddio… Davvero?”

“Sì. Mentre io stavo affogando lui mi ha preso e mi ha messo sulla scaletta”

“Ah. E dov’era papà mentre tu affogavi?”

“Chiacchierava coi tamarri”

 

No comment.

La vendetta è un piatto che va servito freddo

vendetta“Queste siamo io e mia sorella principesse… E questa è Myriam che pulisce la cacca del mio cavallo.”

 

Cara Myriam, è dal nido che la torturi. Le hai dato calci sotto il tavolo mentre mangiava e pizzicotti sulle braccia mentre disegnava. Hai aperto i suoi regali di compleanno e soffiato sulle sue candeline. Le hai rubato bambole e rotto libri. Lei ti ha sempre fatto un sorriso e una carezza. Ciò non significa che non si sia rotta il cazzo. 

 

Parla come mangi

calameonte

“Mamma, guarda! Si è mimichizzata!”

“Scusa?”

“Ma sì! Dai… Come il calameonte!”

 

Le mie bambine dicono che il gelato è squisito e che, se fosse possibile, ne prenderebbero ancora un po’. Però proverò un po’ di nostalgia quando parleranno solo così.

I sogni son desideri

crossstitch

“Per la fine dell’anno, oltre al regalo alle maestre, abbiamo pensato anche di fare un regalo alle mamme”

“Sì, abbiamo pensato sarebbe carino se potessimo dedicare a noi stesse un pomeriggio per fare qualcosa tutte insieme”

“Oh, che bello! E quindi pensavate a un té con sferruzzamento e quattro chiacchiere?”

“Un aperitivo?”

“Un pomeriggio alle terme?”

“Mhhh. Veramente noi pensavamo a qualcosa che comportasse l’uso di martello pneumatico e fiamma ossidrica…”

 

Faccio sogni particolari. Il mio inconscio sta cercando di dirmi qualcosa. Credo di essere un po’ sotto pressione. Forse avrei bisogno di sfogarmi. Sicuramente dovrei prendermi qualche giorno di vacanza. 

Ho perso la fede

fede

Tita: “Mamma e papà, io vi voglio bene”

Phrolivina (sorridendo): “Wow, amore. Grazie.”

PapaPao (sorridendo): “Anche noi te ne vogliamo. Tanto.”

Tita: “Sì. Bene, ma non benissimo.”

Phrolivina e PapaPao: “…”

Tita: “Sì. Perché voi vi siete sposati quando noi non c’eravamo, e così non abbiamo potuto indossare dei vestiti bellissimi e portarvi gli anelli.”

Phrolivina e PapaPao: “…”

Tita: “Quindi io avrei disegnato i vestiti per me e Nina…”  (mostra un tripudio di balze, fiocchi, trine, tulle e paillettes sui toni del rosa (shocking))

Phrolivina e PapaPao: “…”

 

E niente. La mia fede è a rodiare. Quella di PapaPao a rifare, visto che l’ha persa in mare. E a dicembre, dopo 10 anni, ci ri-sposiamo.

 

Tempo di cambiamenti

Prima considerazione

Apro oggi il blog e mi accorgo di aver scritto l’ultimo post un mese fa.  Scorro l’archivio e conto 60 post nel primo anno e 22 nel secondo. Pessima. E non può che peggiorare. Lo so. Mi conosco. Ci conosco.

Seconda considerazione

Ormai è giugno inoltrato, e le #cacanze sono iniziate da un po':  PapaPao ed io al lavoro, Tita a casa dal 7 giugno, Nina a scuola fino al 30, poi l’inferno.

Sabato ci siamo liberati della chiacchierina, a casa dal 7 giugno. Sono bastati 7 giorni di logorrea interrotta solo dal sonno per decidere di mandarla al mare con nonni e cugine, sperando che si annientino a vicenda. Linguasciolta batte Tita, Tita batte Bonaccia, Bonaccia batte LUomoCheFaLePentoleMaNonICoperchi, Tempesta batte tutti.

E così Tita è stata barattata con un po’ di silenzio. O meglio, questo era ciò che credevamo. Ma libera da ogni freno, Nina ha tirato fuori una verbosità  irrefrenabile, eccessiva, quasi patologica. Che non si arresta nemmeno di notte.

D’altra parte dovevo aspettarmelo, anche il Lupo – il pediatra – me l’aveva detto: “Signora, tra lei, sua madre e sua suocera… Queste bambine o diventeranno mute o vi combatteranno ad armi pari”. Sì, armi pari… Magari! Non ci hanno battute, ci hanno stracciate. Distrutte, sfinite, subissate di parole.

Conclusione

Quindi ho deciso, per la sopravvivenza vostra e del blog: ora si cambia! Basta sproloqui, basta parole e parole a riempire pagine e pagine. Poche, ma buone. Non necessariamente utili, ma belle (si spera).

 

 

Impara l’arte… (aka cosa ho scoperto al #mammacheblog)

E così, anche quest’anno sono stata al #mammacheblog. Ci sono stata sia venerdì che sabato. Quindi, ora che sono ufficialmente “persona informata dei fatti”, vi posso dire due o tre cose.

La giornata di venerdì è dedicata ai MomClass, incontri finalizzati ad aiutare i partecipanti (non dico mamme perché c’è anche qualche papà) con i loro blog.

Io, in particolare, ho imparato che:

- non ci si fanno le selfie, non si usa la fotocamera del telefono  tipo Colt ad un duello, non si fotografa dall’alto in basso (lo dice Giacomo De Vecchi)

me(Ma come? Lo shooting non era una sparatoria?)

- deve esserti ben chiaro chi sei, cosa fai, come lo fai e per chi lo fai (lo dice Luigi Centenaro)

chiacchiera(Questa sembra una cena, ma in realtà è networking)

ogni volta che metti un paio di ballerine, una fatina muore (lo dice la Spora)

shoe(Sì, va be’, però…)

La giornata di sabato, invece, è un po’ più social e cazzara, anche se non mancano momenti di approfondimento come i MomTalk o gli Sportelli informativi.

Per quel che mi riguarda, io ho cazzeggiato con le mie amiche. Perché aprire un blog, usare Twitter e abusare di Instagram hanno sempre avuto un solo scopo: fare nuove conoscenze e, magari, amicizie. E avendolo io capito grazie a uno dei MomClass di quest’anno, l’ho subito messo in pratica

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gruppo

PS Grazie e grazie a Cecilia e Cecilia per due delle foto qui sopra (quelle belle).

PPS Scusa Giacomo.

 

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